Abitavamo nello stesso caseggiato, anche se Alfredo da bambino frequentava raramente il 'cortile'. Uno stretto rapporto di amicizia iniziammo ad averlo alle superiori; io frequentavo il liceo Cremona e lui il Galilei. Cominciavano le prime cotte e mi ricordo ancor oggi la sua per una ragazza che abitava alla Maggiolina, alla quale a volte portava dei mazzi di fiori, cosa che provocava (nei suoi confronti) degli sfottò. Poi iniziò la musica, il concerto di Woodstock visto all'(ex) cinema Golden, i primi LP (io gli Zeppelin e lui i Santana)..primi di una lunga collezione che Alfredo stipava in ripostiglio e parte in camera sua (e di Giancarlo). Poi venne la prima tastiera (forse un farfisa) che iniziò a suonare da autodidatta (in seguito prese lezioni di pianoforte e, anzi, noleggiò un piano che parcheggiò in camera sua) ritmando con bocca e movimenti tipici della testa (chi ben conosce Alfredo sa a cosa mi riferisco). Arrivarono anche i motorini, io lo Zundapp e lui il Chiorda (che ora sarebbe un vero e proprio pezzo raro per amatori) con il quale fece un brutto incidente fortunatamente senza gravi conseguenze a lungo termine. Venne il lavoro per lui e l'università per me, e quì i ricordi si perdono in un fiume di immagini, emozioni, lunghe discussioni...le trasmissioni in radio a Studio Uno lombardia (dove eravamo conosciuti come i 'due marocchini), le ferie in Spagna eMarocco con una 125 scassata (comprata in società dal fumettista che aveva inventato Tiramolla, il Terenghi) che puntualmente veniva controllata ad ogni posto di blocco nazionale ed estero (preannunciata da Alfredo con 'Madò questi ci fermano') e le ferie a Villammare nella sua villa, gli LP da Buscemi, le ragazze e le sue (me ne ricordo una decina) 'sbarellate' e una infinità di vissuto, che parafrasando 'Blade runner' ma contrariamente al suo paradigma non furono 'lacrime nella pioggia' ma parte fondamentale della mia e sua vita oltre a quella dei suoi amici più stretti, Aldo, Maurizio, Massimo e un tipo strano,mi pare si chiamasse Ezio e Enzo, che faceva il gruista e del quale ci raccontava strane 'abitudini' (e che poi morì di ....).
A volte passavano mesi senza che ci si vedesse, ma Alfredo era sempre una sicurezza con cui condividere gioie, dolori, piccoli segreti, e scherzare (te ne ho fatti Alfrè un pò troppi). Non c'era ragazza che conoscessi che non venisse portata alla sua conoscenza(la Rita, la Rosaria, l'Anna....) e i suoi commenti erano unici (Oh ma questa è bbbona....)
Divenne fotografo professionista, e quante foto (e risate) vedavamo insieme nel suo laboratorio (indovinate dove era..) e fu suo il book del mio(di matrimonio). Potrei continuare all'infinito nel descrivere Alfredo (che chiamavamo anche Tancrù), ma preferirei arrivare ad una conclusione. Caro Alfredo, ti siamo stati vicini(io Aldo Poppy Massimo) in amicizia (non ricordo UNA SOLA volta che abbiamo litigato) e nella malattia (ricordo i nostri pellegrinaggi domenicali ai blockbuster della città e l'ultimo capodanno passato a chattare con donnine).
Sei stato per me (noi)un vero amico, un regalo che la vita dispensa a piccole gocce.
Ultimamente ti eri buttato sui dvd(quanti me ne hai fatti sciroppare e come ti divertivi a propormi film che mi facevano incazzare-come funny games-) e riallacciandomi al Gladiatore posso solo dirti che un domani ci rivedremo, ma non sarà forse presto, e..attento..perchè ho in serbo molti altri scherzi...là in quel vasto mare dell'eternità dove potremo continuare quel percorso iniziato quando avevamo le braghe corte. Mare nel quale, mi auspico, tu continui a pescare 'i puorpi'o la tremolina che il 'maresciallo' ti spediva a prendere di primo mattino, con tuo rammarico per le fredde acque.
Ci rivedremo...Tuo Maurizio





